Associazione Culturale e Ricreativa
IL CAPPELLAIO MATTO
Rigenerare il quartiere, coltivare comunità
Un progetto sociale, culturale e sostenibile che trasforma gli spazi urbani in luoghi di incontro, cura e partecipazione.
Chi siamo
Una Comunità che si prende cura.
L’Associazione di promozione sociale Il Cappellaio Matto nasce dal desiderio di creare nel quartiere Monte Mario e nella zona di Santa Maria della Pietà spazi vivi, accessibili e condivisi.
Siamo un piccolo gruppo di persone con competenze diverse ma una visione comune: realizzare luoghi di incontro sicuri, cura e relazione.
Vorremmo riportare alla luce il quartiere com’era un tempo, vedere i bambini tornare in piazza a giocare, comunicare tra noi davvero, di persona e non tramite gruppi su piattaforme che non vengono sfruttate per organizzare cose concrete.
Crediamo che l’inclusione passi anche da un orto, da una tela dipinta insieme, da un laboratorio aperto a tutte le età.
La nostra Associazione vuole essere uno strumento semplice ma concreto per rigenerare il territorio, aiutare i negozianti della zona e dare maggiore visibilità ad una zona con infinite possibilità come sono il Santa Maria della Pietà e la Riserva Naturale dell’Insugherata, partendo dalle persone e dalla loro capacità di collaborare, creare e prendersi cura di loro stessi e degli altri.
Monte Mario: dove il dolore si fa radice e la follia diventa luce
Per illustrarvi le motivazioni che ci hanno spinto a voler apportare un cambiamento tramite l’istituzione dell’Associazione Il Cappellaio Matto, dobbiamo prima fare un salto nel passato.
Monte Mario è il colle più alto di Roma, da sempre luogo di paesaggi e visioni, ma che ha conosciuto anche ferite profonde. Negli anni ’80 e ’90 il quartiere e le aree circostanti furono segnati dal problema della tossicodipendenza, con strade spesso percepite come insicure.
Per molti abitanti divenne luogo di difficoltà sociali, isolamento e mancanza di opportunità
Agli inizi del secolo scorso fu inaugurato il complesso del Santa Maria della Pietà, concepito come grande ospedale psichiatrico pubblico, secondo il modello manicomiale dell’epoca. Per decenni ha accolto migliaia di persone in condizioni di segregazione, diventando simbolo di marginalità ed esclusione. Con la Legge Basaglia del
1978 si aprì una nuova stagione: iniziò il superamento del modello manicomiale e il lungo processo di chiusura del Santa Maria della Pietà, che si concluse nel 2000. Il suo immenso patrimonio architettonico, uno dei più grandi d’Europa, rimase per anni in cerca di una nuova funzione, tra riusi parziali e spazi ancora da valorizzare.
Oggi il parco del Santa Maria è tornato ad essere un polmone verde frequentato da famiglie e sportivi. Gli spazi storici ospitano uffici sanitari, associazioni, e il Museo della Mente, che racconta la storia della psichiatria e delle persone che vi hanno vissuto.
Monte Mario, con la sua comunità vivace e resiliente, cerca nuove strade per raccontarsi, valorizzando la propria storia di resistenza e trasformazione.
Ed è proprio questo che vorremmo offrire: trasformare luoghi che un tempo erano simboli di dolore e marginalità in spazi di comunità, creatività e inclusione.
La scelta del nome Il Cappellaio Matto non è casuale. Questo personaggio rappresenta molte cose: una critica sociale, l’oppressione della routine, la necessità di evadere per ritrovare la propria individualità.
La sua “follia” suggerisce che anche ciò che appare irrazionale può avere una propria logica, e che un pizzico di follia può essere liberatorio, spingendoci a fondo nella nostra mente per capire cosa la anima davvero.
Ispirandoci ai personaggi del romanzo di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie, vogliamo proporre un approccio che non si limiti a “mettere il cappello” su un’idea, ma che si fermi ad ascoltare le persone, le storie e i bisogni sommersi. Vogliamo creare una “tana del Bianconiglio” senza connotazione negativa: un’immersione profonda e continua nella bellezza dello stare con gli altri, perdendo la cognizione del tempo, degli impegni, delle scadenze e dei bagagli che ci assillano anche durante il sonno.
Noi ci offriamo come “stregatti”, consapevoli del mondo che ci circonda, ma capaci di sorridere alle sue assurdità.
Perché in un mondo di matti, ogni strada è valida, ogni scelta è una direzione, e ogni follia può diventare radice.
Il Progetto
Radici condivise: un quartiere vivo, inclusivo e sostenibile
Il progetto si propone di rigenerare il tessuto sociale e urbano attraverso attività partecipative che uniscono sostenibilità, cultura e innovazione.
Trasformiamo spazi pubblici e quotidiani in luoghi di relazione, apprendimento e creatività, coinvolgendo cittadini di tutte le età, con particolare attenzione alle persone più fragili.
Attività Principali
Orti Urbani Condivisi
Piccoli ecosistemi sociali dove si coltiva non solo la terra, ma anche il dialogo e la collaborazione.
Gli orti diventano spazi educativi e inclusivi, aperti a famiglie, giovani e anziani.
Laboratori Artistici Relazionali
Spazi di espressione e ascolto dove l’arte diventa strumento di relazione.
Non serve esperienza: ogni partecipante contribuisce a un processo creativo collettivo.
PowerHub di quartiere
“CaricaMI”
Micro-stazioni alimentate da energia solare per la ricarica di dispositivi elettronici.
Un servizio utile che promuove sostenibilità e socialità.
Box Magico
Armadietti condivisi con beni essenziali per situazioni di emergenza quotidiana.
Un gesto concreto di mutuo aiuto e fiducia tra cittadini.
Luce in vetrina
Un percorso diffuso di installazioni luminose realizzate con materiali di recupero.
Arte, commercio e comunità si incontrano per rendere il quartiere più vivo e attrattivo.
Impatto
Un cambiamento concreto e misurabile
Il progetto genera un impatto su più livelli:
- Sociale: riduzione della solitudine, rafforzamento dei legami di comunità
- Culturale: creazione di spazi espressivi accessibili e partecipativi
- Ambientale: promozione di pratiche sostenibili e aumento del verde urbano
- Economico: valorizzazione delle attività locali e nuove opportunità professionali
Il territorio
Monte Mario e Santa Maria della Pietà
Operiamo in un territorio ricco di storia e potenziale, segnato da una forte identità ma anche da bisogni sociali emergenti.
Il nostro intervento nasce dall’ascolto della comunità e dalla volontà di trasformare spazi e memorie in nuove opportunità di incontro, crescita e partecipazione.
Il progetto è aperto a tutti: cittadini, associazioni, scuole, professionisti e realtà locali.
Puoi partecipare in diversi modi:
- prendendo parte alle attività
- proponendo idee
- diventando volontario
- sostenendo economicamente il progetto
Unisciti a noi e contribuisci a costruire una comunità più viva e inclusiva.
